Via Paisiello, 24 Sulla sinistra della via Salaria Vetus, al I miglio. Odierna via Paisiello al n. 24. Quota mt/63,50 s.l.m. Ampiezza circa mt. 100 X80 su i due assi. Ebbe forse origine verso la seconda metà del III sec. d.c. Parzialmente visitato dal De Rossi nel gennaio 1865. Ritrovato nel febbraio del 1920: sterrato e restaurato a cura della Pontificia commissione archeologica. Presenta una pianta molto regolare con gallerie parallele specie al II livello. Articolato su 4 livelli il più profondo dei quali si spinge sino a mt. 20 dal livello della via Paisiello. Il martire Panfilo è ignoto, forse è sepolto nel "cubiculum duplex". Molti loculi anora intatti. Notevolissimi gli oggetti tuttora in sito. Due botole sulla via Paisiello conducono a due piccole regioni staccate. (Scheda n. 21)documenti in Fototeca: 283documenti in Archivio Storico: 69
Sulle pendici orientali di Monte Verde verso la stazione Trastevere. Ingresso: via Alessandro Poerio, 57 (angolo via Pisacane); secondo ingresso presso lo scantinato del Monastero sovrastante.
Via Appia Pignatellli,11 La catacomba fu scavata nel sito del Triopeion di Erode Attico. Alla sua morte (177) il predio fu integrato al demanio imperiale e poi utilizzato come luogo di sepoltura di personaggi di alto rango. I numerosi sarcofagi rinvenuti, di grande livello artistico, sono databili tra la fine del II e il III secolo: tra essi figura anche quello dell'imperatore Balbino (238) . Forse è da collegare a questa fase un recinto quadrangolare in muratura con numerose tombe, il quale insieme alle due scale G ed F al suo interno, con brevi gallerie, avrebbe costituito un unico complesso funerario. Ad un'origine idraulica ( o meno probabilmente ad attività estrattiva) è forse da attribuire la cosiddetta Spelunca Magna, una lunga galleria (circa 100 m per 2 m di larghezza) con ingresso in piano e brevi diramazioni, anteriore alla catacomba e che ne costituirà un asse portante. Nella catacomba che si sviluppa globalmente su tre livelli, sono stati identificati tre nuclei certamente precostantiniani: Spelunca magna (o regione A): scala maggiore (o regione G) con il cubicolo della "Coronatio" da una pittura raffigurante un'incoronazione, datato in base alle pitture ai primi decennni del III secolo. Scala minore (o regione F): di poco posteriore o contemporanea alla precedente, nata dalla scala F e sviluppatasi al 2° livello con carattere intensivo. Alla fine del III secolo circa, le sepolture interessarono anche la regione P, secondo Tolotti in origine sistema idraulico, che tramite l'ambiente Ac era accessibile dalla Spelunca Magna e che con il suo orientamento condizionò l'escavazione di alcuni locali. In seguito i tre nuclei primitivi conobbero fasi di approfondimento e di espansione con regioni diverse. Su Pretestato che dà il nome alla catacomba non si sa nulla; è forse da identificare con un proprietario del terreno o con un toponimo preesistente. Gennaro ricordato dalla Depositio martyrum e poi nella "passio" come uno dei sette figli di Felicita fu probabilmente deposto nel cubicolo AG della Spelunca Magna. Agapito e Felicissimo furono qui sepolti e Damaso gli dedicò un carme. Quirino forse deposto nella Spelunca Magna. Di Zenone personaggio venerato nel sopratterra sappiamo solo che era fratello del martire Valentino deposto sulla via Flaminia, una parentela forse motivata dalla commemorazione di entrambi al 14 febbraio. Anche Urbano vescovo sarebbe stato deposto all'interno della Splelunca Magna. Il cimitero fu visitato dal Bosio e associato a quello di Callisto (1632). Fu molto danneggiato dai "corpisanti" nel XVIII secolo e il Boldetti lo chiamò di S-. Urbano (1720). Il de Rossi lo identificò e vi scavò tra il 1847e il 1872 scoprendo tra l 'altro la Spelunca Magna. Per altre indagini agli inizi del XX secolo si veda Kanzler (1909). Nel 1927 nella chiesa di S. Nicola dei Cesarini fu ritrovata l'epigrafe damasiana per Felicissimo e Agapito. Nel 1931 fu scoperto il recinto sopratterra (Josi)). Sull'ipotesi di origine idraulica di parte della catacomba (Tolotti 1978). Bibliografia completa e studio complessivo (Tolotti 1977).
(Santamaria scheda n. 18) Sulla sinistra dell'Appia antica dopo il II miglio, fra la strada che conduce ai mausolei "Torre dei Sepolcreti" ed il vicolo della Caffarella. Ingresso: via Appia Pignatelli, 11.documenti in Fototeca: 671documenti in Archivio Storico: 173
La nobile Priscilla deve essere stata la fondatrice del cimitero, oppure la donatrice dell'area in cui esso sorse. Priscilla, come testimonia un'iscrizione della catacomba, era imparentata con la nobile gens Acilia. Sappiamo dagli storici del tempo che Acilio Glabrione, console del 91 d.C. fu condannato a morte da Domiziano, probabilmente perché seguace di Cristo. Fra i martiri sepolti a Priscilla si ricordano i fratelli Felice e Filippo, che furono martirizzati, probabilmente sotto Diocleziano, assieme alla madre S. Felicita e agli altri cinque fratelli Alessandro, Marziale, Vitale, Silano e Gennaro. Numerosi papi furono anche sepolti a Priscilla: Marcellino (296-304), Marcello (308-309), Silvestro (314-335), Liberio (352-366), Siricio (384-399), Celestino (422-432) e Vigilio (537-555). Nel piano superiore sono dislocati i nuclei più importanti della catacomba. Il cubicolo della Velata è decorato con pitture della seconda metà del III sec. rappresentanti il matrimonio, la maternità e la morte della defunta del cubicolo. Il nicchione della Madonna con il Bambino ed il profeta Balaam (secondo l'identificazione prevalente) che indica una stella, rappresenta la più antica immagine della Madre di Dio in Occidente (230-240). La regione dell'arenario centrale: una antica cava di pozzolana riutilizzata per collocarvi poveri loculi chiusi da laterizi con semplici iscrizioni dipinte. Il criptoportico con la Cappella Greca è un grande ambiente sotterraneo in muratura, nato come nobile sepolcreto familiare poi messo in collegamento con la catacomba. La Cappella Greca deve la sua importanza ai cicli pittorici di grande antichità che la decorano (seconda metà III sec.). Nell'ipogeo degli Acili, in origine una cisterna d'acqua, sono state trovate, ed esposte, le iscrizioni degli Acili. Dentro Villa Ada si trova la basilica fatta erigere da papa S. Silvestro in corrispondenza della tomba di Felice e Filippo.
(Santamaria scheda n° 65)
Sulla sinistra della Salaria. Ingresso al civico 430. Tra i più antichi cimiteri di Roma. Il più importante della Salaria. Alla fine del II secolo doveva già esistere due nuclei: quello dell'arenario e quello della Cappella Greca. Alla fine del III sec. venne ad aggiungersi il sepolcro degli Acilii. In seguito il cimitero dovette passare in proprietà della Comunità e rimpiazzare, per qualche tempo, quello di Callisto. Il papa Silvestro fu deposto nella basilica sovratterra. Gli itinerari affermano essere sepolti in questo cimitero i martiri Felice e Filippo, figli di S. Felicita, Crescenzione, Prisca, Potenziana, e Pressede. Oltre Silvestro anche i papi Marcellino, Marcello, Liberio,m Siricio, Celestino e Vigilio si fecere seppellire in questo luogo. Il cimitero fu frequentato sino al IX sec. dopo la traslazione delle reliquie fatta da Leone IV se ne perdette la memoria. Bosio cisitò e riconobbe la catacomba che fu poi riscoperta e studiata dal De Rossi negli ultimi anni della sua vita. Oltre ai restauri da lui effettuati , nei primi del novecento si procedette ad importanti lavori e fu sistemata definitivamente la basilica ad opera del Palombi. Si estende quasi tutta sulla sinistra della Salaria al disotto della Villa Savoia. Solo una piccola parte, conosciuta come regione di Novella, si trova a destra sotto il monastero delle Benedettine, dal quale si accede oggi a tutta la necropoli. La lunghezza delle gallerie praticabili è di circa 2000 m. L'area interessata supera il 20000 mq. Necropoli che si articola su due piani principali e su di uno intemedio (detto cimitero di Novella) originata da tre gruppi molto antichi e distinti: 1) l'arenario 2) la cappella greca 3) il sepolcro degli Acilii.documenti in Fototeca: 510documenti in Archivio Storico: 238